Il centro di Bitti
sorge in una valle circondata dai monti di Sant’Elia,
Monte Bannitu e Buon Cammino a un altitudine di 549 metri
s.l.m.. Il nome Bitti deriva da "sa
bitta", che, secondo la tradizione, è il luogo
dove una cerbiatta (bitta) fu uccisa da un cacciatore mentre si abbeverava ad una fontana.
Risalente a prima del 3000 A.C. vide fiorire la cultura
nuragica, fu sede dei Balari e dal periodo repubblicano a
quello imperiale dei Romani. Durante il medioevo era
chiamato "Villa di Bitti" e fece parte
prima del giudicato di Gallura come sede di curatoria, poi
di quello del Logudoro.
Il settore trainante dell’economia è
quello agro-pastorale, infatti vi operano numerose aziende
zootecniche e mini caseifici specializzati nella produzione
del pecorino D.o.p.. Tra le altre attività di pregio, ricordiamo
la produzione del "pane carasatu" molto conosciuto
anche all’estero, quella della salsiccia e delle
ceramiche.
Tra le bellezze naturalistiche, nonché
interessanti percorsi escursionistici, sono notevoli l’oasi
di Littos, una distesa di macchia mediterranea cui si
alternano numerosi laghetti con splendide ninfee e habitat
di mufloni, cinghiali, daini e volpi, il Monte Tepilora
che ospita diverse specie di volatili e rapaci tra cui l’aquila
del Bonelli, la zona rimboschita di "Crastazza",
la cascata di "S’Illiorai" e quella di
"Sa lapias de su monte ruju".
Una menzione particolare, per l’altissimo
valore storico, è dovuta al complesso nuragico che sorge in
località "Poddi Arvu" (il pioppo bianco),
nella parte più elevata dell’agro di Bitti, meglio
conosciuta con il nome di "Su Romanzesu". Il complesso abitativo nuragico si estende per
oltre 7 ettari e si caratterizza, oltre che per la presenza
di un centinaio di capanne, per tre templi, di cui uno a
pozzo e due a megaron e una vasta area cultuale.
Testimonianza di un mondo che non esiste
più è "Il museo dell’antica civiltà
contadina" dove in percorsi ben articolati, sono
esposti gli oggetti che rievocano i tradizionali sistemi di
lavorazione dei campi, la produzione del formaggio e quella
del pane.
La Cultura recita una parte
importantissima nell’intera comunità bittese. L’alto
grado di scolarizzazione della popolazione ben si accompagna
alle attività di volontariato culturale esistenti. I
settori più importanti: la musica e le tradizioni, l’ambiente,
la promozione letteraria, l’informazione.
Forte l’attaccamento
al canto antico sia a "tenores" (Tenores
di Bitti Remunnu ‘e Locu) che "corale
polifonico" (Oches
de s’Annossata).
La forte religiosità che ha contraddistinto nei secoli il
popolo bittese ha portato ad edificare ben 20 chiese nel
perimetro territoriale di cui 9 nel centro abitato. Fra
queste risaltano in particolare le due parrocchie dedicate a
San Giorgio e al SS.mo Salvatore e i Santuari Mariani di
"S’Annossata" e "Su Meraculu".
In occasione di queste ricorrenze si indossa il tradizionale
costume caratteristico per la ricercatezza dei materiali,
per i bellissimi ricami e la preziosità dei gioielli con
cui è adornato.
Le principali feste e sagre sono:
Sant’Antonio Abate 17 gennaio
San Sebastiano 20 gennaio
Il Carnevale Bittese Febbraio
Pasqua
S. Giorgio Martire (patrono del paese) 23 aprile
L’Annunziata (S’Annosata) Maggio
San Giovanni Battista 24 giugno
La Madonna del Miracolo 29 settembre